SCANDEREBECH: “NO AL BILANCIO DEL COMUNE”

federica scanderebech seduta in sala rossa

Mercoledì 18/12/2019 17:45

SCANDEREBECH: “NO AL BILANCIO DEL COMUNE”

A seguire la nota della Consigliera Scanderebech riguardo al bilancio della Città di Torino.

L’assessore dichiara nell’illustrazione del bilancio che il PIL italiano è cresciuto meno di quanto sperato. Questa decrescita, a parer mio, è da imputare alle vostre azioni governative (siete voi al governo) e alla vostra idea di economia, che non viene premiata.

Per quanto riguarda il bilancio che stiamo discutendo mi preme evidenziare alcuni aspetti:

–         un così alto fondo di crediti di dubbia esigibilità e quindi di incerta riscossione in cui vengono compresi ad esempio gli affitti attivi di immobili (il comune non ha garanzie su queste entrate? a un privato sarebbe chieste mille garanzie).

Anche le entrate dai proventi delle scuole materne e le quote di iscrizione vengono considerate risorse incerte (ma mi domando in che maniera visto che esistono lunghe liste d’attesa)

Ed ancora viene considerata la Tari, ma allora al pari della tari, a fronte dello stesso ragionamento, dovrebbero essere ricomprese anche l’IMU e l’addizionale comunale, come mai non sono comprese.

–         vi è poi il capitolo dell’accensione di nuovi prestiti una cifra consistente.

–         il debito scende, ma continua a permanere, il che va bene se è giustificato da investimenti di media e lunga durata che sia fonte di redditività per la città, e non usato per finanziare altro debito, allungando quindi i tempi di sdebitamento complessivo

–         altro capitolo è quello dei mutui,

–         mi preoccupano molto ancora le 21 voci citate nelle pagine 117 e 118 del DUP in merito alle operazioni derivate “swap tasso di interesse”

 

L’economia di una città si fa girare lasciando i soldi nelle tasche dei cittadini, non incrementando le vessazioni e le multe!

Bisognerebbe istituire politiche a favore dei virtuosi con incentivi e azioni concrete, non viceversa continuare sempre e solo a vessare e fare cassa.

Per questo il mio sarà un no secco, convinto e deciso a tutto ciò che è vessatorio e atto solo a fare cassa. Dai 500 mila euro mensili previsti dalla Ztl ampliata e a pagamento; ai 4,4milioni di euro di incremento di sanzioni previste nel 2020, per via dei T-Red e dei “vigilini” addetti delle multe per la mala sosta. Torino, inoltre, preferisce assumere più vigili (50 unità) che insegnanti (35 unità).

Preoccupante il taglio sulla cultura e il milione sparito per l’innovazione (quando però a detta dell’assessore Rolando bisognerebbe puntare sul nuovo attivismo delle start up tecnologiche…ma non si capisce come, quando poi l’assessore di riferimento, invece, ammette un drastico taglio dei suoi capitoli di bilancio).

Impensabile puntare sulle sole sponsorizzazioni e sui privati, ci vuole un’azione di governo centrale che parta in maniera forte anche per incentivare il turismo, polmone che negli ultimi anni della scorsa giunta aveva reso grande la nostra Torino, portando grandi eventi e attrazioni. Inutile nascondersi dietro all’avvento delle ATP che sono state fortemente volute dalla potenza Lavazza. Così come invece sarebbe dovuta essere incidente in una scelta decisa e chiara sulle Olimpiadi.

Il fatto che nulla venga messo a bilancio riguardo alla biblioteca di Torino esposizione e alla riqualifica dell’intera zona con un progetto anche sul teatro adiacente sede di un noto liceo mi preoccupa.

E sempre per quanto riguarda il capitolo sulla cultura è discutibile, a parer mio, a fronte dei tagli, l’aumento di 40mila euro per il teatro stabile, su cui non solo viene posta una particolare attenzione con questo intervento ma anche con la concessione gratuita per 20anni del teatro Astra compreso nel suo circuito. Atto assolutamente discutibile, quando altri teatri della città piangono miseria e invocano l’aiuto dell’amministrazione, che è sorda ai loro appelli.

Però poi, per giustificarsi di un minimo interesse sulla cultura si punta a Torino città del cinema 2020, dove l’unico progetto ad oggi davvero chiaro è quello di voler sminuire un privato che da ben 8 anni con fondi quasi del tutto privati, mette in scena il cinema all’aperto nel cortile reale e l’amministrazione copiando il suo format vuole farne una delle attività meritorie e principali dell’anno del cinema.

Per quanto riguarda il commercio bene fa il comune a stanziare 600 mila euro per la manutenzione straordinaria dei mercati, il rammarico è che l’assessore al commercio dichiara essere una cifra irrisoria e non sappia ancora ad oggi dove stanziarli, perché non vi è ancora un piano che stanzi l’investimento nei singoli mercati che ne hanno bisogno e ne vi è, ad oggi, una graduatoria di urgenza tra le varie realtà torinesi dei lavori da effettuare.

Questo immobilismo della giunta Appendino è un sintomo del degrado e della sofferenza dei torinesi tutti, che stanno vivendo una situazione di stallo dell’economia locale e i molti investitori tendono ad andare altrove. Il nostro territorio non è più attrattivo e a risentirne sono i cittadini tutti. Non saranno certo le politiche sull’ambiente o su una nuova mobilità a dare risalto alla città e a riattivare l’economia. Troppe sono le contraddizioni di questa amministrazione, dai cambi costanti di idee, alle persone che ne guidano i vertici, che vengono costantemente allontanate o sostituite.

Torino ha bisogno di una nuova rinascita, di un nuovo slancio e questo non potrà che avvenire con politiche diverse dalle attuali.

Questi sono alcuni dei tanti argomenti che mi porteranno consapevolmente a un voto contrario di questo bilancio.

Questa città ha anche bisogno di nuove politiche sui giovani, che favoriscano la creazione di residenze universitarie e/o situazioni agevolate per la residenza degli studenti, oltre ad abitazioni adatte ai tanti anziani. Infatti, anche l’indagine rota conferma l’incremento progressivo negli anni di queste due diverse categorie della popolazione, e l’amministrazione ne dovrebbe prendere atto anche nella nuova modifica del PRG e nell’erogazione dei servizi correlati.

Dovrebbe prendere atto anche del crescente numero di piccole imprese presenti sempre più nel nostro territorio di cui l’amministrazione non ha alcun progetto.

Preoccupante quanto scritto nella nota integrativa al bilancio di previsione finanziario, nella relazione del responsabile del servizio finanziario, in cui si dichiara “essere ancora necessario il ricorso ad entrate per dividendi da FCT che non possono essere conseguite se non a fronte di alienazioni di partecipazioni. Parimenti per quanto attiene il conto capitale sono previsti nuovi processi di alienazione di partecipazioni detenute direttamente dalla città” …che ben vengano le privatizzazioni, ma che questo non vada a scapito del reale valore delle partecipazioni che vengono cedute ed alienate, come avvenuto a parer mio non molto tempo fa in questo mandato.

Assolutamente preoccupante anche il ragionamento che si fa sulla vendita di azioni e di immobili, situazione che, a detta della stessa relazione, mostra evidentemente limiti temporali che porteranno all’esaurimento pressoché di tutte le risorse societarie in concreto alienabili.

E un discorso analogo può essere ripetuto per le vendite di immobili, considerando che già attualmente non sono più disponibili asset di interesse primario per il mercato.

E tutto ciò è fortemente condizionato dalla ricettività del mercato, a parer mio immobilizzato a fronte delle politiche amministrative di questa giunta.

FEDERICA SCANDEREBECH CONSIGLIERE COMUNALE

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