SCANDEREBECH: GESTIONE DELL’EMERGENZA ALIMENTARE A TORINO. DISTRIBUZIONE PACCHI ALIMENTARI ALLE FAMIGLIE E DISTRIBUZIONE PASTI ALLE MENSE PER LE PERSONE SENZA FISSA DIMORA

pacco alimenti

CITTÀ DI TORINO

INTERPELLANZA: “‘GESTIONE DELL’EMERGENZA ALIMENTARE A TORINO. DISTRIBUZIONE PACCHI ALIMENTARI ALLE FAMIGLIE E DISTRIBUZIONE PASTI ALLE MENSE PER LE PERSONE SENZA FISSA DIMORA”

La sottoscritta Consigliera Comunale,
PREMESSO CHE
– a seguito dei DPCM/DL CODIV-19 e successive DGR per contenere la pandemia, i provvedimenti governativi e delle istituzioni locali volti a contrastare l’emergenza sanitaria, molte attività economiche e produttive sono state costrette a chiudere con inevitabili ripercussioni sui redditi familiari;
– molti lavoratori privi di contratto in questo particolare frangente hanno perso il lavoro, e quindi il loro sostentamento economico;
– gli ammortizzatori sociali previsti dal governo per far fronte a questa crisi lavorativa e occupazionale hanno tempi burocratici lunghi e la loro erogazione pertanto non è immediata, quindi non riesce a sopperire, nell’immediato, al mancato reddito;
– non tutte le condizioni economiche soggettive e familiari sono state ricomprese nei sostegni messi in atto;
CONSTATATO CHE
– il Comune di Torino sta intervenendo a far data dal 25 marzo 2020 sostenendo il fabbisogno primario alimentare mediante la distribuzione di cibo a soggetti e famiglie che vengono segnalati attraverso i servizi sociali e/o realtà del terzo settore con formule pubblicizzate attraverso organi di stampa e/o social (ad esempio campagna “aggiungi un posto a tavola” del Comune di Torino);
– le Residenze per i senza fissa dimora sono fornite di cibo pronto attraverso iniziative di Associazioni del Terzo Settore;EVIDENZIATO
che i soggetti coinvolti nella distribuzione e gli utenti che usufruiscono dei servizi sono a rischio sanitario e quindi soggetti a controlli e protocolli come da DPCM/DL;
INTERPELLANO
La Sindaca e l’Assessore competente per sapere:
1) come avviene il coordinamento della distribuzione del cibo, con quali mezzi e quali attori gestiscono la distribuzione alimentare per le famiglie e per gli ospiti delle Residenze e con quali criteri di priorità;
2) come avviene il finanziamento per l’acquisto e il reperimento delle derrate alimentari;
3) quanti soggetti (famiglie e ospiti delle Residenze) riescono ad accedere alla distribuzione degli alimenti rispetto al fabbisogno;
4) se viene rispettata la qualità dell’offerta alimentare e se questa risponde ad una dieta bilanciata;
5) se viene supportata, e con quali modalità, la catena dei volontari che si mettono a disposizione e se vengano forniti di dispositivi per la protezione personale (DPI);
6) quali sono le tempistiche degli interventi emergenziali di cui sopra.
F.to Federica Scanderebech
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