SCANDEREBECH: A TORINO SI LIMITA LA LIBERTÀ DI STAMPA CAUSA COVID-19

Giornali appoggiati su un tavolo - Candidati Torino, Federica Scanderebech - comunicati stampa - Consiglio Comunale di Torino - Forza Italia - Silvio Berlusconi

CITTÀ DI TORINO

INTERPELLANZA: A TORINO SI LIMITA LA LIBERTÀ DI STAMPA CAUSA COVID-19

La sottoscritta Consigliera Comunale,

PREMESSO CHE

–  ogni Stato di Diritto deve garantire la libertà e pluralità dell’informazione, garantita in Italia dall’articolo 21 della Costituzione, che recita “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”;

–  la Dichiarazione universale dei diritti umani riconosce la libertà di stampa come diritto fondamentale all’articolo 19;

–  la Legge 7 agosto 1990 n. 241 “Nuove norme sul procedimento amministrativo”, nel primo articolo, riprende i principi generali dell’attività amministrativa e i criteri che la reggono, tra i quali l’imparzialità, la pubblicità e la trasparenza;

CONSIDERATO CHE

–  nei mesi di marzo e aprile, a seguito dei provvedimenti assunti dal Governo per contenere la diffusione del virus Covid-19, sono state modiche le modalità di comunicazione alla stampa prediligendo l’utilizzato dei mezzi multimediali;

–  dal 4 maggio 2020 si è aperta la cosiddetta Fase Due, in cui sono concesse le prime aperture per gli spostamenti confermando la norma della distanza sociale e dell’utilizzo di dispositivi di protezione individuale;

–  dal 18 maggio 2020 c’è stato un ulteriore allargamento delle norme legate agli spostamenti delle persone ed è stata introdotta la possibilità di riapertura per molte attività;

–  dal 3 giugno 2020 si sono ulteriormente allentate le misure di limitazione degli spostamenti e sono stati riaperti musei, ristoranti, bar, centri commerciali, palestre, piscine, parchi di divertimento, sempre nel rispetto delle norme igienico-sanitarie previste;

–  nonostante l’apertura graduale concessa dal Governo, Palazzo Civico continua a precludere ai giornalisti la possibilità di presenziare alle conferenze stampa e alle cerimonie ufficiali;

–  alla conferenza stampa del 12 maggio 2020 in merito alle problematiche connesse alla chiusura del dormitorio di piazza d’Armi, sono state ammesse soltanto alcune testate e non altre;

–  mercoledì 3 giugno 2020 l’Amministrazione Comunale di Torino ha commemorato le vittime di piazza San Carlo ma, anche in questa occasione, ha deciso di escludere i giornalisti dalla cerimonia ufficiale;

SOTTOLINEATO CHE

–  con una nota dell’8 giugno 2020, l’Associazione Stampa Subalpina ha stigmatizzato l’accaduto, definendo queste condotte dannose tanto per i cittadini e il loro diritto all’informazione, poiché il pluralismo è principio cardine del nostro sistema democratico, quanto per i giornalisti e il loro diritto al lavoro, poiché venendo esclusi da questi eventi subiscono anche un danno economico, che ormai si protrae da oltre due mesi. Giornalisti, videogiornalisti, fotogiornalisti, freelance, devono poter adempiere al proprio ruolo di mediatori tra il fatto e il lettore tramite le loro professionalità;

–  i giornalisti hanno riconosciuto l’utilità delle videoconferenze durante il lockdown ma ne hanno anche segnalato i limiti, legati soprattutto alla minore possibilità di contraddittorio, che condiziona, di fatto, la professionalità stessa del giornalista;

–  parrebbe essere vigente per le attuali conferenze stampa della Città di Torino, sin dall’inizio dell’emergenza Covid-19, una specie di “assenza contraddittorio o obbligo di formulare domande per iscritto, preannunciate, attraverso addetti stampa” da quanto viene riferito nella nota dell’Associazione Stampa Subalpina;

INTERPELLA

La Sindaca e l’Assessore competente per conoscere:

  1. quando la Città intenda ridare piena voce ai giornalisti ripartendo con le conferenze stampa in presenza, aperte a tutte le testate e fatti salvi i dovuti accorgimenti per garantire la sicurezza dei presenti;
  2. per quale motivo, in alcune occasioni, è stato consentito solo ad alcune testate giornalistiche l’accesso alle conferenze stampa, chi lo ha deciso e con quali criteri è stata effettuata questa scelta;
  3. se corrisponda al vero quanto riportato anche nella nota della Associazione Stampa Subalpina che in alcune conferenze stampa sia stato o non concesso il contraddittorio o siano state richieste obbligatoriamente solo domande fornite in anticipo impedendo, di fatto, il corretto e libero svolgimento del lavoro dei giornalisti nel rispetto del dettato costituzionale senza alcun ipotetico filtraggio preventivo delle domande stesse.

Firmato Federica Scanderebech

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